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Spagna, SAN PEDRO DEL PINATAR: Mal di Spagna



Ottobre 2019

San Pedro del Pinatar

C'è una teoria che mi ha sempre affascinata: la teoria dell'esposizione.

Parrebbe che a forza di trovarsi in compagnia di una persona, conoscendola sempre meglio, la questione relativa all'aspetto fisico passerà in secondo piano perchè emergeranno altri fattori come il carattere, la compatibilità, perfino l'attrazione, a volte.






Con me non funziona semplicemente perchè non giudico le persone in base all'aspetto fisico e perchè ritengo che l'attrazione sia una cosa talmente soggettiva da non poter essere spiegata.

Per capirci meglio, lo vedo pure io che George Clooney è un uomo stupendo ma ha su di me la stessa attrattiva di una tazza di the verde matcha (per me è come bere veleno) caldo in piena estate.

Scusa George ma boh...

Trovo però dannatamente attraente un uomo non bello nel modo classico del termine come Adrien Brody.




Semplicemente se la prima volta che interagisco con una persona questa non mi va a genio, non esiste nessuna possibilità che io cambi idea.

E credetemi, ci ho provato, ma sembra che con gli anni (un tempo non era così) io abbia affinato un certo istinto che mi allontana da chi non ha nulla in comune con la sottoscritta.

La teoria dell'esposizione però, nel mio caso, funziona molto bene con i luoghi.

Se sono costretta a viverci, a volte, come nel caso di Helsinki, passo da un primo momento nel quale vorrei essere, piuttosto, su Marte a tentare di coltivare patate usando le mie feci come concime, ad un'amore ed un attaccamento per il luogo spiegabilissimo con il “ho avuto il tempo di capire dove sto vivendo e cosa può offrirmi questo posto”.

Sì, se per caso ve lo state chiedendo, confermo che ho citato "The Martian".














Che il sud della Spagna sia bellissimo non l'ho mai messo in dubbio, che non fosse un luogo adatto a me mi era chiaro fin dal primo giorno, poi... boh, qualcosa è cambiato ecco.

Sarà che quando il sole non cerca di ucciderti e ti abitui a quella musica così allegra e alla espansività degli spagnoli ti chiedi perchè mai vuoi tornare al freddo e al buio che tanto la fottuta aurora quando tenti di andarla a fotografare proprio non vuole farsi scovare (senti aurora, ti hanno fotografata tutti, non capisco perché sei così timida di fronte a me eh) e che la zumba è meglio del death metal (che non dovresti ascoltare perché hai già un lieve acufene ed è meglio non peggiorare le cose).

E ok, la moda spagnola non fa per te ma quella nordica nemmeno e non ci puoi fare nulla ma suvvia, basterebbe fare un giro a Madrid, se proprio fosse necessario.

Alla fine ti ci abitui, sai che te ne andrai, non sai quando, ma non ti pesa più stare qui.



Poi sono incappata in San Pedro del Pinatar.

Si può provare nostalgia per un luogo ancora prima di andarsene? Io non lo so se è possibile ma a me sta capitando.

Probabilmente sono finita in un loop spazio temporale in cui sono già da qualche altra parte e allo stesso tempo sono qui. E se sento questo mi sa che non sono proprio così felice nell'alto posto.





Sto sentendo un bisogno che in passato mi era estraneo, quello di immergermi nella natura.

Sono cresciuta nella natura e ho sempre avuto bisogno di passare più tempo possibile in città, ora necessito di entrambe le cose.

E questo posto, con i suoi silenzi interrotti da quello che avrebbe potuto essere, che ne so, il rumore fatto da una vipera che stava strisciando tra gli arbusti decidendo se azzannare il mio polpaccio cambiando idea all'ultimo, dove gli alberi inclinano i rami in uno strano modo e tutto questo iodio mi permette di respirare così bene... ma perchè io dovrei andarmene, mi chiedo?

Perchè me ne vado sempre, ecco perchè, perchè non ho motivo per rimanere una volta terminato ciò che devo fare.


















Siamo ad ottobre, a nord ora fa freddo, penso a come avrei passato l'estate se fossi andata ad Helsinki come era nei miei piani.

Avrei passato due mesi in Paradiso tra giugno, luglio e agosto e poi la relazione tra me e quella che ritenevo la più brutta città del mondo (scusa Helsinki ma non è che avevamo bei trascorsi io e te eh e comunque ciò che hai di meraviglioso lo nascondi bene fino ai mesi caldi) avrebbe iniziato a scricchiolare come al solito ma ormai siamo collaudate, avrei retto.

Qui il clima è meraviglioso ora e credo che tra me e la regione della Murcia sia stata solo questione di momento sbagliato, fossi arrivata qui ora, sarebbe stato amore a prima vista.

E invece la Spagna ha dovuto farmi penare, ha dovuto impedirmi di vedere ciò che avevo davanti agli occhi perché ero troppo intenta a cercare un po' d'ombra che si sa che a me troppa luce, se non devo fare foto, proprio non mi va.






Era da un pezzo che volevo visitare San Pedro Del Pinatar, attratta da una foto che non mi aveva minimamente preparata alla bellezza di ciò che avrei trovato.

Era la foto di un mulino, una di quelle immagini evocative che ti fanno voglia di andare a vederlo, toccarlo con mano quel fotogramma e che di solito, per quanto mi riguarda, non mi avrebbe dovuto minimamente attrarre ma si sa che i mulini mi affascinano da sempre.



E invece del mulino, ho trovato la salina.

Non fraintendetemi, sapevo che avrei trovato un mulino, una salina, un parco ed una zona termale, quello che non mi era chiaro era esattamente dove fossero (per chi non mi avesse mai letto: non ho il senso dell'orientamento, non so leggere le mappe, non distinguo destra da sinistra, sì esistono persone come me e sì riesco sempre a tornare a casa, in un modo o nell'altro).

Sono andata a zonzo a caso, sono scesa ad una fermata del bus vai a capire dove, mi sembrava quella corretta ma non lo era (o forse, con il senno di poi, si) e sono andata verso il mare.




E qui ho cominciato a provare quella nostalgia che so già che poi, in futuro, mi farà soffrire quando il cielo sopra di me sarà grigio e i colori spariranno nelle giornate uggiose.













Il mulino però lo volevo vedere, cioè, dovunque fosse stato lo avrei raggiunto.

Vi preannuncio che oggi ho camminato per circa 29 chilometri.

Li ripercorrerei più e più volte. Da dove mi trovavo il mulino distava più o meno 6 chilometri, una bella scarpinata che ho fatto molto volentieri.



San Pedro Del Pinatar è una località situata tra il Mar Minore ed il Mar Mediterraneo dove, se riuscite a sopportare il tanfo che pervade ogni zona termale che si rispetti, potete spalmarvi il corpo di fango. I fanghi, lasciati essiccare al sole, aiutano a combattere i reumatismi

Lo avrei fatto pure io se avessi avuto modo di poter mettere da qualche parte la mia roba ma soprattutto se avessi indossato un costume da bagno... ops... io nemmeno lo possiedo un costume da bagno... ma poi... no, no nemmeno per idea, quella roba fangosa puzza di pesce morto.

Questa melma aiuterà anche a combattere i reumatismi ma se dovessi, nel frattempo, combattere anche la nausea causata dalla puzza, non so come potrei uscirne eh...







E alla fine il miraggio.

Il mulino l'ho trovato subito ma in lontananza ho intravisto un mulino gemello.

Io ve lo dico, poi voi fate quello che volete. O vi garba camminare e pure parecchio o la striscia di terra tra un mulino e l'altro lasciatela perdere perchè sono più di 5 km andata e ritorno e valgono tutto il tempo che ci metterete a percorrerli ma poi, raggiunto il mulino numero 2, potrebbe venirvi voglia di proseguire e finire boh, non ne ho idea, ho provato a capirlo ma non ci sono riuscita.





Avrei davvero proseguito se fossi stata certa di non dover tornare indietro e poter trovare un mezzo di trasporto dall'atra parte perchè quando si tratta di strade in mezzo al mare io ragiono poco, voglio stare in mezzo al blu.



Magari un giorno ci torno e recupero una bicicletta da qualche parte così non dovrò decidere di fermarmi quando il mio istinto mi urla di proseguire.

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