LOSTinSTORYTELLING

Spagna, SIVIGLIA: Caldo record in Andalusia (sto rovinando il mio pallore aristocratico)



Agosto 2018

Siviglia

Oggi mentre gironzolavo per la città avevo in mente una sola cosa: acqua. Oppure the al limone, Coca Cola, ghiaccioli, granite… mi sono chiesta se l’azoto liquido fosse potabile. Ho provato ad usare la tattica consigliata dai desert runners (mi ero documentata prima di andare in India e affrontare un clima ancora più torrido di quello che sto incontrando qui ma… in India nelle ore calde stavo in albergo, qui col fatto che c’è qualche grado in meno ho sfidato la calura) e ho pensato a quanto freddo faceva in Olanda a Volendam, quel giorno invernale nel quale non ho potuto starmene a letto in pace ma ho voluto sfidare il vento a -13 gradi (quello che fa girare i mulini a vento perché se in Olanda ci sono i mulini a vento e allevamenti di pale eoliche c’è un motivo credetemi) ma non è servito a nulla.

Ho caldo e sto esaurendo le risorse idriche dei chioschetti che trovo lungo il mio percorso.

Un giorno solo non basta per godersi Siviglia. Lo so ma non posso fermarmi di più perché lunedì mattina alle 9 devo essere a Viseu in Portogallo, per lavoro, e la strada è ancora lunga.

Ho prenotato una camera in centro storico. Ovviamente la stazione degli autobus a 150 metri dall’albergo era in realtà a qualche chilometro perché il mio bus ha terminato la corsa in un’altra stazione (devo dire che anche a Cadice, stamattina, i 650 metri da fare a piedi del giorno prima sono diventati 1,4 km quindi… qualcosa non mi quadra ma presumo si tratti di qualcosa di cui devo incolpare la mia sbadataggine). Con la camera mi è andata meglio di ieri e ho un bagno privato nel quale potrò usare la doccia per più di 10 minuti (limite massimo per potersi lavare nell’ospedal… ehm, pensione dove ho dormito ieri che in 10 minuti mi sono pure dovuta lavare i capelli e ho detto tutto, sono pur sempre una donna). La porta scorrevole del bagno ha la guida solo in alto e rischi di trovartela tra le braccia libera e felice da ogni costrizione ma sorvoliamo…

Sono sì in pieno centro storico, però io credevo che la famosissima Plaza de España fosse in centro storico e il balcone della mia stanza potesse essere illuminato dalla fioca luce dei lampioni rivestiti di ceramica che incorniciano la piazza… eh no.

Plaza de España sta fuori dal centro, un paio di km o qualcosa in più. Io me la immaginavo centralissima, accanto alla bellissima Cattedrale e alla torre Giralda, piena di turisti che muoiono dal caldo, si fanno selfie e si annoiano sulle scalinate e di improvvisati spettacoli di flamenco, con un sacco di negozi di alta moda nella vicinanze. E invece no. È situata in mezzo ad un parco (è stata costruita per l’Esposizione Iberoamericana di Siviglia del 1929). Oggi sembrava una cattedrale nel deserto… forse è perché ci sono andata con il sole a picco?











La mia ricerca della paella perfetta finisce qui a Siviglia, domani mi recherò in Portogallo. Non sono riuscita a trovare un libro sulla paella, non ho avuto nemmeno il tempo di cercarlo seriamente a dire il vero. Ne ho visti parecchi sulle tapas ma agli antipastini da aperitivo non sono particolarmente interessata.

Ho cercato notizie su internet riguardo al dove mangiarne una particolarmente buona a Siviglia e un locale che serviva vari tipi di paella era consigliatissimo da tutti gli utenti. Ci sono andata soprattutto perché vi era la possibilità di mangiare piccole porzioni di diversi tipi di paella (in pratica hanno delle paellere enormi e te ne danno quanta ne vuoi). Ora vi chiedo una cosa. Voi che avete consigliato questo locale, scrivendo poemi riguardanti la bontà della paella ivi servita, per caso avete il palato di un ippopotamo? Indecente è l’unico termine con cui la posso descrivere. Asciutta e riscaldata. Mangiata la prima piccola porzione mi sono portata via la seconda e l’ho donata ad una senzatetto che ha ringraziato Dio (vabbè, la buona azione la faccio io e il ringraziamento va all’alto dei cieli. Ok). La paella riscaldata è immangiabile.

Mi sono letteralmente persa per i vicoli della città dopo una breve visita al luogo santo per eccellenza: l’Hard Rock Cafè locale. Perdonatemi, lo so che fa tanto turista medio in gita ma amo i cimeli del rock, adoro la musica che mettono, la limonata con fragole e basilico che servono e, quando sto morendo di fame perché la cucina del luogo non fa per me, un hamburger (senza pane, insalata, pomodori o altro, solo la carne insomma) con patate fritte risolve il problema della mia sopravvivenza.




















Dovendo scegliere cosa visitare non potevo certo perdermi la Madonna definita la più vistosa di tutta Spagna, la protettrice dei toreri: la Madonna de la Macarena (e non tacciatemi di blasfemia ma voglio vedere chi di voi leggendo Madonna de la Macarena non ha immaginato la Madonna che dale a tu cuerpo alegria Macarena, hey Macarena).

Ho fatto in modo di trovarmi pronta alla visita della Basilica all’orario di apertura segnalato su internet ovvero alle 17 per scoprire che la Basilica apriva alle 18… perché gli orari sul web sono un’opinione degli utenti a quanto pare visto che Google mi ha chiesto se secondo me un utente che aveva segnalato un orario diverso stava dicendo la verità. Non lo so Google, certo è che chi ti aveva segnato l’apertura alle 17 mentiva. (Sono comunque tornata un paio d’ore dopo…).

La Madonna de la Macarena si chiama così perché la Basilica è situata nel quartiere de la Macarena. E se vi chiedete il perché del nome di quel ballo che andava di moda ai tempi pare sia dedicato ad una ragazza di nome Macarena che mentre il fidanzato era impegnato nell’esercito, ballava e si divertiva con due amici dello stesso.





Dopo aver insultato tutti i motori di ricerca esistenti per le imprecisioni non verificate sono tornata nella zona monumentale della città per visitare l’Alcazar che è davvero tanta tanta roba. Meglio visitarlo al pomeriggio perché alla mattina la fila è davvero impegnativa.















E qui voglio aprire una parentesi. Un ragazzo, esprimendosi in un idioma a me comprensibilissimo, si lamentava delle piastrelle di ceramica esposte in una mostra all’interno dell’Alcazar in quanto riteneva molto più belle quelle del suo bagno. Allora. Se è così per favore dammi l’indirizzo, che pago volentieri il biglietto per una visita al cesso di casa tua. Anzi, per favore chiama l’Unesco e fallo inserire nella lista dei siti patrimonio dell’umanità perché se è così bello è necessario aggiornarla quella lista. Fammi un favore, se questo è il tuo approccio al mondo, evita di viaggiare, non credo te lo abbia ordinato il medico e se te lo avesse ordinato il medico ti avrebbe mandato in qualche spiaggia a rilassarti immagino… ma magari avresti ritenuto la sabbia della lettiera del gatto più sabbiosa…









Prima di venire in Spagna ho letto i libri di una famosa scrittrice spagnola, non la cito perché non mi sono piaciuti per nulla. Che li hai letti a fare mi chiederete? Beh… primo perché parlano della Spagna, secondo perché ha scritto una storia in 5 parti e volevo sapere come andava a finire. Mi sono fatta una cultura di cucina spagnola che non ho il coraggio di sperimentare. Però ora so cos’è il salmorejo. E anche tante altre cose.

Uno di questi libri parlava della moda legata al flamenco: qui molti negozi propongono abiti da flamenco di ogni tipo. Quindi, ballerine, dove siete? Ho visto una di voi provarne uno in un negozio. Perché non li avete indossati per strada così avrei potuto farvi delle foto come avrei voluto? Perché??? Per via dei 45 gradi di oggi?










Questa struttura di legno si chiama Metropol Parasol. Alcune foto sul web la fanno sembrare la pensilina di una fermata degli autobus, in realtà ricopre quasi interamente Plaza de la Encarnación. Ti chiedi se vale la pena spendere del tempo per farci un salto, dopotutto ci sono davvero molte cose da vedere. Io dico che sì, vale la pena, e spero che queste foto convincano anche voi se doveste decidere di visitare Siviglia.






Idoli del giorno:





Il quartiere di Triana si è rivelato molto adatto per il mio gioco del “cerca la Madonna” che ora è diventato “cerca il Cristo e la Madonna”. Posto queste foto per ultime perché chi non è interessato le possa saltare di piè pari. Io praticamente le colleziono e ho deciso di condividerle perché fanno parte della cultura di questa splendida città. Siviglia è anche questo.



















Se siete arrivati fin qui ho un bonus. Un’altra playlist della musica ascoltata da queste parti. Non solo musica spagnola stavolta:

Solo – Clean Bandit feat. Demi Lovato

Si Me Dejas – Maria Parrado

Nice To Meet You – Vigiland feat. Alexander Tidebrink

Remind To Forget – Kygo & Miguel

FEFE – 6IX9INE feat. Nicky Minaj & Murda Beatz

No Brainer – DJ Khalet feat. Justin Beaber, Chance The Rapper & Quavo

Toh… un inquisitore…

- - -

loading