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Spagna, TOLEDO: Toledo, sei bellissima ma... non sei tu, il problema sono io...



Novembre 2019

Toledo

Io lo so che Toledo è una città meravigliosa, ne sono conscia, dire il contrario sarebbe come affermare che Charlize Theron è un tipo e, sinceramente, non discuto riguardo alla bellezza oggettiva.



Ma... per me Toledo è come un uomo oggettivamente bellissimo e non minimamente attraente perchè, spesso, bellezza e fascino non necessariamente convivono. E, se la bellezza spesso non si può proprio definire soggettiva, l'attrazione ha regole del tutto diverse.

Ho per Toledo la stessa “non attrazione” che ho per Tallinn: mi rendo conto di ciò che mi circonda, lo valuto positivamente ma non provo nulla.



Credo sia per il fatto che entrambe le città sono sempre invase dai turisti e che, per andare incontro alle esigenze di un enorme numero di visitatori, l'atmosfera del luogo in un qualche modo sembra artefatta.

Capita spesso ma io ne sono stata infastidita solo a Toledo e, appunto, a Tallinn, vai a sapere perché, di solito mi limito ad accettare il sovraffollamento turistico e ciò che ne consegue come parte della storia che il luogo ha da raccontare.

Bruges in Belgio, per esempio, potrebbe essere accusata della stessa cosa ma io adoro quel posto.



Giustamente Toledo viene citata in tutte le liste possibili riguardanti le più belle città spagnole e se sei da queste parti, che fai, non la visiti?

Ho dovuto prenotare l'autobus con molto anticipo perchè qui si tratta di una lotta all'ultimo click per accapparrarsi i biglietti.

Non ci avrei fatto una malattia se non li avessi trovati, sia chiaro, ma volevo fotografarla per questo diario e allora ho fatto il possibile, anche andarci in una giornata piovvigginosa.








Avevo però un problema.

Avrei lasciato il pollaio dove stavo alloggiando la mattina prima di arrivare a Toledo.

La mia idea era quella di portare il mio misero ma pesante bagaglio negli armadietti nella stazione dei bus, visitare la città, tornare indietro, prendere il bagaglio e andare nel mio nuovo alloggio nel fichissimo quartiere di Chuecha.

Cosa poteva andare storto?

Hahahahahahahaha.



Allora, io ero convintissima che avrei preso il bus nella stessa stazione dove avevo preso quello per Segovia, avevo individuato gli armadietti e sapevo dov'era la stazione.

Sarebbe filato tutto liscio, una volta tanto.

Peccato che, come sempre in paranoia, ho per fortuna controllato il biglietto mentre ero nella metropolitana e mi sono accorta che avrei dovuto andare a Madrid Stazione Sur e che, sebbene sapessi esattamente dove poter lasciare il bagaglio in quella stazione, non avrei assolutamente fatto in tempo perchè avrei, forse, solo fatto in tempo a prendere il bus (per miracolo).

Per un attimo ho pensato di mandare a quel paese Toledo e tutto il resto, io nemmeno ci volevo andare, ma poi ho stretto i denti e ho corso parecchio e alla fine mi sono seduta nel bus giusto, destinazione Toledo, con il bagaglio tra le mie braccia.



Fanculo, ho pensato, lo lascerò negli armadietti alla stazione di Toledo.

Ho cercato sul web ma più di una persona e più di un sito avvisavano che non vi era possibilità di custodia dei bagagli nella stazioni di Toledo, né in quella dei bus, né alla stazione ferroviaria.

Ho, quindi, localizzato un servizio custodia bagagli in pieno centro storico, ho fatto un respiro bello profondo e mi sono arresa all'idea di dover salire in centro con il borsone sulle spalle.

Non avevo con me cose di valore ma non le avrei lasciate nell'ostello dove stavo per nessun motivo al mondo. Capirete.

Fortunatamente, il mio borsone era abbastanza piccolo da poterlo portare con me in autobus perché il mezzo si è dovuto fermare più volte durante il tragitto causa un guasto al portellone del vano bagagli che si stava aprendo più e più volte.

Sono piuttosto certa che se ci avessi messo una valigia, sarebbe stata la prima a volare in strada, credo di poter affermare che sono state create delle Leggi di Murphy apposta per me.

Chessò, qualcosa del tipo: "se qualcosa può andare storto non andrà storto subito, accadrà quando eri certa che nulla (dopo aver valutato ogni possibilità) avrebbe più potuto andare storto" o, che ne so, "se qualcosa non può andare storto, un battito di farfalla dall'altra parte del mondo provocherà un uragano che sposterà le nubi sopra Toledo nel giorno in cui dovrai visitarla portandoti a guardare una di quelle nubi imprecando e facendoti, in questo modo, girare il capo dal lato opposto al quale stavano gli armadietti del deposito bagagli nella stazione di Toledo cosicché tu ti possa accorgere della loro esistenza solo dopo essere scesa a piedi dal centro città con un pesante bagaglio in spalla".



La legge del “se il bus passa ogni mezz'ora tu arriverai un minuto dopo il suo passaggio” credo valga per molte persone.



Avrei potuto evitare di aspettare ma, sinceramente, salire a piedi con il bagaglio mi avrebbe stancata un po' troppo.

E poi pioveva.

E le auto scendevano a velocità piuttosto sostenuta e io sono solita aggrapparmi alla parete opposta a quella dello strapiombo quindi sarebbe stato davvero poco prudente, in questo caso.

Il bus è arrivato, dopo molti altri, dopo molto tempo.

Mi sono liberata della mia sacca in un deposito bagagli in pieno centro, uno di quei depositi dove, volendo, ti puoi anche dare una sistemata, mi è piaciuto molto ma avevo il terrore di perdere il codice di accesso, che vi devo dire, la giornata sembrava dover andare storta in ogni modo.



Me la ricordavo, Toledo, bella bella con il suo labirinto di vie che ricordano, a volte, le medine marocchine, con tutte le sue influenze giudaiche, cristiane e musulmane e i troppi turisti che proprio non riescono a non tediarla, nemmeno con il brutto tempo.








La vista dall'alto però non la ricordavo.

Ci volevo andare a piedi, lassù, dove la città si mosta in tutto il suo splendore, arroccata sulla collina, la vista che El Grego (che qui non nacque ma morì) decise di imprimere sulla tela, ma mi è stato presto chiaro che prendere il solito trenino mi avrebbe fatto risparmiare un bel po' di tempo.

Non che io non abbia provato ad andarci a piedi eh.

Mi sono fermata prima del ponte, come ormai accade troppo spesso.

Sto avendo un sacco di problemi con i ponti in Spagna, devo risolvere questa rottura di scatole in un modo o nell'altro, anche con le maniere forti.

Comunque per me pure trovare il trenino è stata un'impresa, anche se sulla mappa c'è il disegno della locomotiva.

A volte mi sento proprio un'idiota ma se non possiedi il senso dell'orientamento non ci puoi fare proprio nulla, non è una cosa che puoi imparare (anche se qualcuno la pensa in altro modo).









Toledo è una delle città de La Ruta de Don Quijote (il cammino di Don Chisciotte), un itinerario che attraversa la Mancha sulle tracce delle tre sortite del Cavaliere per sconfiggere le ingiustizie.

Il mio mood è stato più o meno: Don Chisciotte contro i turisti.



Non sono risucita a trovare un luogo dove stare in pace senza essere attorniata da un'orda di visitatori, e va bene così, ma volevo solo sedermi ad ammirare la città, in santa pace, da qualche parte.



Mi sono chiesta se durante i giorni di sole si riesca a passare per le strade e ho ricordato quando la visitai in pieno agosto e i souvenir che comprai, le famose lame e tutti quegli oggetti in oro di Toledo, il cibo schifoso che non sono riuscita a mangiare e la mia amica S. che all'epoca odiava sprecare il cibo che si costrinse a mandarlo giù, la Cattedrale che mi lasciò a bocca aperta per la sua pomposità e le vertigini che anche allora erano problematiche e la mia amica che mi diceva di non fare storie che non sarebbe successo niente, non eravamo nemmeno troppo in alto.



È Toledo a non piacermi o i ricordi che ho incontrato per le sue strade?

Non ne ho idea, un tempo non fotografavo nulla ma quella volta ricordo che avevo con me una vecchia macchina fotografica a rullino.

Scattavo le foto e poi non le sviluppavo ma questa è un'altra storia, ve la racconterò nelle prossime pagine.

Chissà perchè lo facevo.

Che senso aveva? Con il senno di poi, davvero non lo so.

So che la persona che gironzolava per Toledo, al tempo, a volte nemmeno la ricordo più.

Toledo, continuo a ripeterlo, è bella, molto bella, vorrei poterla guardare con occhi diversi ma i miei sono troppo appannati per poterlo fare.










Ho scoperto dell'esistenza di un pozzo dei desideri. Ci sono alcune cose che desidero fortemente, cose che non dipendono da me. Se dipendessero solo da me mi impegnerei per realizzarli, questi desideri.

Allora ho pensato: beh, andiamo al pozzo e buttiamoci una moneta, che male fa fingere di credere alle favole ogni tanto?

Il pozzo era chiuso ma era aperto il negozio di souvenir accanto al pozzo: ci ho comprato una calamita che secondo me piacerà moltissimo al nipote.

Forse ho capito male e il pozzo non era chiuso, chi lo sa...

Fatto sta che manco uno stupido desiderio ho potuto esprimere.



Sono salita in centro città con il bus ma sono scesa a piedi, nonostante non mi facesse proprio piacere, è che la vista era troppo bella e la pioggerellina mi stava dando tregua, sembrava che, dopotutto, la giornata avesse avuto una svolta positiva. E poi, finalmente, dopo 11 notti avrei potuto dormire in un bel posto.





Ecco, ho già anticipato di non aver visto gli armadietti per il deposito bagagli in stazione a Toledo solo per aver guardato nella direzione sbagliata all'uscita, distratta da una nuvola troppo scura.

Io vorrei solo dire una cosa: se qualcuno chiede delle cose sul web è perchè si aspetta che rispondiate in modo corretto.

Ora, se rispondete ad una domanda pochi giorni prima che io legga la risposta dò per scontato che siate certi di quelli che dite, cioè, ricordatevi che a volte non è che una cosa non esiste, semplicemente potreste non averla vista.

Ho notato che è sempre così, in ogni campo della vita, diamo per scontato che non ci sfugga nulla, che notiamo tutto. Piuttosto di ammettere che siamo stati distratti o incapaci di cogliere ciò che abbiamo davanti agli occhi, preferiamo pensare che, semplicemente, quel qualcosa non ci sia mai stato.



Ps: ho lasciato per ultima una cosa che mi ha affascinata molto. A Toledo c'è un quartiere ebraico ma non esiste più una comunità ebraica, quella ora risiede a Madrid. Il quartiere viene delimitato da piccole targhette in ceramica che rappresentano 3 cose: il candelabro a sette bracci, un augurio di vita e la nazione spagnola e portoghese.

Mi sono divertita molto a cercarle e a fotografarle.





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